Nessuna delibera · Nessuna parte comune toccata

Domotica in condominio:
serve il permesso?

No. Per rendere intelligente il tuo appartamento non serve né la delibera dell'assemblea né il via libera dei vicini: tutto quello che installiamo resta dentro casa tua, sull'impianto elettrico che è già tuo. Le parti comuni non le tocchiamo mai.

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Installazione in 1 giorno · Da €29/mese · Completamente reversibile

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La risposta breve, prima di tutto il resto

Chi vive in condominio e pensa alla domotica si ferma quasi sempre sulla stessa domanda: dovrò chiedere il permesso a qualcuno? La risposta, per il tipo di installazione che facciamo noi, è no. Non serve la delibera dell'assemblea, non serve il consenso dei vicini e non serve l'autorizzazione dell'amministratore.

Il motivo è semplice e sta tutto in una distinzione: l'assemblea decide sulle parti comuni dell'edificio. Noi lavoriamo esclusivamente sulla tua proprietà esclusiva, cioè dentro le pareti del tuo appartamento, sull'impianto elettrico di cui sei già l'unico responsabile. Non c'è niente su cui l'assemblea possa esprimersi, perché non c'è niente di comune che venga modificato.

Non è una scorciatoia: è la conseguenza diretta di come lavoriamo. Se per rendere smart casa tua servisse passare cavi nelle colonne montanti, forare una facciata o installare qualcosa sul pianerottolo, allora sì, servirebbe una delibera. Ma quel tipo di intervento non fa parte del nostro servizio.

Dove finisce il condominio e comincia casa tua

Il codice civile elenca cosa appartiene a tutti: il suolo, le fondazioni, i muri maestri, i tetti, le facciate, le scale, gli androni, i cortili. E, per quanto ci riguarda più da vicino, gli impianti — elettrico, idrico, riscaldamento — ma solo fino al punto in cui si diramano verso i singoli appartamenti.

Quel punto di diramazione è il confine che conta. Prima del tuo contatore l'impianto è comune e non lo tocca nessuno senza passare dall'assemblea. Dopo il tuo contatore, dal quadro elettrico del tuo appartamento in avanti, l'impianto è tuo: lo paghi tu, lo manutieni tu, ne rispondi tu. Ed è esattamente e soltanto quello lo spazio in cui lavoriamo.

Il codice prevede anche una regola di buon senso per le opere fatte nella propria unità: vanno comunicate preventivamente all'amministratore se possono recare danno alle parti comuni o pregiudicare la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell'edificio. Inserire un modulo dietro un interruttore, applicare un sensore su una finestra o aggiungere un misuratore nel proprio quadro non rientra in nessuno di quei casi: non si vede dall'esterno, non pesa su nulla, non tocca niente di condiviso.

Questa pagina spiega come funziona nella pratica il nostro tipo di installazione. Ogni condominio ha però il suo regolamento, che in qualche caso può essere più restrittivo della norma generale: se hai un dubbio su una situazione specifica, un messaggio all'amministratore resta il modo più rapido per chiarirlo.

Cosa entra davvero in un appartamento

Vale la pena essere concreti, perché la parola "impianto" evoca immagini che non c'entrano nulla con quello che succede davvero. In un appartamento in condominio installiamo quattro cose, tutte piccole e tutte già dentro casa.

Moduli dietro gli interruttori. Sono grandi quanto una moneta spessa ed entrano nella scatola elettrica da incasso che già c'è, dietro il tasto che premi ogni sera. L'interruttore resta al suo posto e continua a funzionare a mano: in più, adesso, quella luce risponde anche al telefono o a un orario. La stessa cosa vale per le tapparelle già elettriche, dove il modulo va dietro il pulsante di comando.

Sensori senza fili. Contatti magnetici su porte e finestre, rilevatori di movimento, sensori di allagamento sotto la lavatrice o vicino alla caldaia. Si applicano, non si forano infissi né muri, e funzionano a batteria per anni.

Un misuratore nel tuo quadro. Si aggancia alla barra del quadro elettrico del tuo appartamento e legge i consumi in tempo reale. Non ha nulla a che vedere con il contatore condominiale, che resta dov'è e come è.

Un piccolo trasmettitore davanti al climatizzatore. Rende comandabile da remoto la macchina che hai già, senza aprirla e senza sostituirla, così il clima si accende prima che tu rientri e si spegne da solo quando esci.

Perché non serve aprire un solo muro →

Il caso delle telecamere: dove si può guardare

È l'unico punto in cui il condominio entra davvero nel discorso, e vale la pena affrontarlo con chiarezza. Una telecamera installata da te, sulla tua proprietà, deve inquadrare il tuo spazio: la tua porta, il tuo balcone, il tuo ingresso. Fin lì sei nel tuo diritto e non devi chiedere niente a nessuno.

Quello che non si può fare è riprendere le parti comuni: il pianerottolo, le scale, il cortile, l'ingresso condominiale, e a maggior ragione le porte o le finestre dei vicini. Non è una questione di galateo, è una questione di privacy altrui: su quegli spazi decide l'assemblea, e un impianto di videosorveglianza sulle parti comuni si delibera con una maggioranza qualificata.

Nella pratica questo si traduce in una scelta di posizione e di angolo, che facciamo insieme a te in fase di installazione: si orienta la telecamera e si limita il campo visivo in modo che riprenda solo ciò che ti appartiene. Se hai già un impianto di videosorveglianza, non lo sostituiamo e non lo modifichiamo: resta il tuo, come lo hai scelto. Il resto della sicurezza smart — sensori su porte e finestre, notifiche, controllo degli accessi — vive interamente dentro casa e non pone nessuna di queste domande.

In affitto, e quando te ne vai

Nei condomini una casa su tre è abitata da chi non ne è proprietario, e quasi sempre queste famiglie rinunciano in partenza all'idea di rendere intelligente casa: sembra un regalo al padrone di casa. Con il nostro sistema il ragionamento cambia, perché niente di quello che installiamo è permanente.

I moduli si estraggono dalle scatole elettriche, i sensori si staccano, i dispositivi si smontano. L'appartamento torna esattamente com'era e tu porti via la tua smart home, che viene rimontata nella casa nuova. Al proprietario non chiedi di spendere nulla e non lasci nulla di irreversibile: nella nostra esperienza, detta così, la conversazione dura due minuti.

Lo stesso vale se un domani vendi. Quello che hai attivato ti segue, oppure resta — se decidi che sia un valore aggiunto per chi compra. In entrambi i casi la scelta è tua e non è vincolata a un impianto murato dentro le pareti.

Quanto costa, detto chiaramente

SubitoSmart parte da €29 al mese per 36 mesi, con manutenzione e interventi tecnici compresi nel canone, più due voci una tantum dichiarate fin dall'inizio: attivazione €129 e installazione da €299, IVA inclusa. Non c'è un preventivo che lievita in corso d'opera, perché non c'è un'opera.

In condominio questo conta più che altrove: non ci sono spese da dividere con nessuno, non c'è una quota millesimale da calcolare, non c'è un preventivo da far approvare in assemblea. È una spesa tua, per casa tua, decisa da te e da nessun altro.

La demo è gratuita e senza impegno, al telefono o nel nostro showroom a Bitonto. Se durante la demo scopriamo che il tuo impianto non è adatto, te lo diciamo e ci fermiamo lì. Preferiamo un cliente in meno che un cliente scontento.

Il dettaglio completo dei costi →

Cosa puoi rendere intelligente in un appartamento

Tutto quello che segue vive dentro casa tua. Nessuna parte comune coinvolta.

Domande frequenti sulla domotica in condominio

No, per quello che installiamo noi. Gli interventi restano dentro la tua unità immobiliare, sull'impianto elettrico che già ti appartiene, e non toccano muri maestri, facciate, tetti, scale o parti comuni. L'assemblea decide sulle parti comuni: se non le tocchi, non ha titolo per decidere. Discorso diverso per un impianto che coinvolge androni, cortili o pianerottoli: lì serve una delibera.

Per l'installazione di moduli dietro gli interruttori, sensori e misuratori nel tuo quadro elettrico non c'è nulla da comunicare: sono interventi sulla tua proprietà esclusiva che non incidono sulle parti comuni. Il codice civile chiede la preventiva notizia all'amministratore per le opere nella propria unità che possano recare danno alle parti comuni o pregiudicare stabilità, sicurezza o decoro architettonico: non è il nostro caso. Se hai un dubbio su una situazione particolare, un messaggio all'amministratore resta comunque il modo più rapido per toglierselo.

Gli impianti condominiali sono comuni fino al punto di diramazione verso i singoli appartamenti. Da lì in poi, quindi dal tuo contatore e dal tuo quadro verso l'interno, l'impianto è tuo e ne rispondi tu. È esattamente lo spazio in cui lavoriamo: non risaliamo mai alle colonne montanti né alle dorsali comuni.

Sulla tua proprietà sì, a una condizione: deve inquadrare il tuo spazio e non quello degli altri. Una telecamera puntata sulla tua porta, sul tuo balcone o sul tuo ingresso è legittima; una che riprende il pianerottolo comune, le porte dei vicini o il cortile non lo è, perché quelle sono parti comuni e su di esse decide l'assemblea. In fase di installazione orientiamo e limitiamo il campo visivo proprio per rispettare questo confine.

Se sono già elettriche, sì. Il modulo si inserisce dietro il pulsante che usi oggi e le rende comandabili anche dal telefono o con orari automatici, senza sostituire il cassonetto né toccare la facciata. Se invece le tue tapparelle sono manuali, con la cinghia, non rientrano nel servizio: te lo diciamo subito, in fase di demo, senza farti perdere tempo.

Sì. Non modifichiamo la struttura dell'immobile e l'installazione è completamente reversibile, quindi non stai facendo una modifica permanente a casa d'altri. Ti consigliamo comunque di informare il proprietario per correttezza: nella nostra esperienza il discorso si chiude in due minuti, perché non gli stai chiedendo di spendere nulla e la casa gli torna esattamente com'era.

I moduli si estraggono dalle scatole elettriche, i sensori si staccano, i dispositivi si smontano. L'appartamento torna nello stato in cui l'hai trovato e tu porti la tua smart home nella casa nuova, dove viene rimontata. Non lasci nulla di irreversibile dentro un immobile che potresti non avere più.

Nella grande maggioranza dei casi sì. I muri in tufo o pietra dei palazzi storici riducono la portata del segnale radio, ma la rete si estende aggiungendo dispositivi che fanno da ponte tra loro. Durante la demo ricostruiamo insieme com'è fatto il tuo appartamento, muri e distanze, e ti diciamo con onestà cosa serve o se non è il caso di procedere.

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